mercoledì 21 novembre 2007

Anime d'altri tempi

Questione di generazioni.

Io, nella mia, riesco a trovare solo una forte disillusione verso la società che ci sta crescendo. Non serve organizzare ribellioni di massa per capire ciò che, per me, è un sentimento ancor più aspro di quello che scatenò il celebre mito del ’68.

Non serve neppure perdere troppo tempo cercando di capire il senso di inadattabilità a questo mondo privo d’anima di chi, come me, è cresciuto interessandosi alle vicende di “è quasi magia, johnny”;

di noi che non era merenda senza “le girelle” del mulino bianco (o “pane e prosciutto cotto” preparato da nonna se c’era un amico a casa) e non ci divertivamo se si proibiva la regola dei “portieri volanti” durante le partite di calcio sulla spiaggia (però, puntualmente, si proibiva sempre, se gli avversari erano più forti…);
noi che non era un compleanno senza “dire, fare, baciare, lettera, testamento
(e puntualmente “testamento” non usciva mai…)


Son cresciuto su queste note…


Contro le avvilenti eroine che oggi dominano la scena dei cartoni animati,
A dispetto dell’inutilità di certi messaggi
Senza le robotizzazioni che investono i personaggi dei nuovi miti dei bambini

"Cantiamo insieme"
era la gioia di vivere accanto agli altri.


Avevano iniziato a trasmetterlo la mattina e, dovendo andare a scuola, lasciavo pronto il registratore per godermi poi il cartone nel pomeriggio, magari dopo un esercizio di grammatica.

L’ho ritrovato su youtube, ma purtroppo ho scoperto che gli episodi arrivano fino al 23.
In qualche modo voglio riuscire a vederlo tutto.


Tu lo sai già che un po’ più in là
Qualcuno c’è, smarrito come te
In compagnia si ritrova la via
Cantare insieme mette sempre tanta allegria…


Non c’è niente di male a scoprisi talmente infantili da emozionarsi per queste banalità.


Dai, Cantiamo Insieme!




1 commento:

Anonimo ha detto...

Beh, bellissimo il racconto dei ricordi d'infanzia.
Chi dice che un adulto è soltanto un bambino cresciuto,non ha sbaglaito un'acca.
Ma poi il tempo passa, si"diventa grandi"pur mantenendo quell'alone di immaturità e di infantilismo che ci permette sempre, sempre sempre, di godere e di riflettere sul tempo che in realtà non è passato mai.
Bravo