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No al sabato!" è un motto che negli stadi di serie B si incontra spesso, come protesta per lo spostamento al sabato delle gare del campionato cadetto.
Ed inizialmente anche io mi ero unito a questa critica...
In realtà, ora, devo ammettere che il ritrovarmi la domenica libera non mi dispiace affatto, anche perchè permette di riprendersi al meglio soprattutto dopo le lunghe trasferte, senza dover cominciare la settimana con le 12 ore di pullman del giorno prima sulle spalle..
E poi comincio ad assaporare il gusto della domenica, che fino all'anno scorso rappresentava il mio unico giorno "lavorativo"... Ora è invece diventata una giornata da trascorrere all'aria aperta, o magari davanti ad un bel film, se proprio fuori è impossibile stare. Sto normalizzando il settimo giorno, scoprendo quello che le persone "comuni" fanno in quest'occasione, e lo sto trovando decisamente interessante, pur nelle sue banalità.
Domenica scorsa, con Fra, Vale, Simo e Filippo, capatina a Cana, alla "
Festa della biondina".

La biondina non è altro che la castagna: è un termine di origini antiche ed è riferito al colore che assume la castagna dopo la cottura nella grande padella forata.
Personalmente non vado affatto matto per le castagne. Non riesco a mangiarne più di un paio a volta, perchè di più mi stuccano troppo. Un po' come mi succedeva, fino a qualche anno fa, con il melone. E considerando che è diventato uno dei miei frutti preferiti non nego alla biondina la possibilità di catturarmi in futuro. Ovviamente per biondina intendo ancora la castagna, sia chiaro! Non vorrei vi facciate strane idee sul mio conto...
La manifestazione si svolge, ogni anno, a Cana nella piccola ma accogliente Piazza del Popolo, cuore del centro storico con la sua secentesca cisterna medicea. Come si capisce, la Cana di cui sto parlando non è certo la biblica città della Galilea famosa per le sue nozze (andare fin laggiù per mangiare una castagna mi sarebbe sembrato oggettivamente eccessivo...), ma un semplice, piccolo e carinissimo paesino appartenente al comune di Roccalbegna, in provincia di Grosseto.
Un apposito spazio, organizzato con tavoli e sedie, accoglie visitatori che vogliono gustare , oltre alle “caldarroste” preparate sul momento, anche altre tipiche specialità distribuite nella Piazza: polenta di castagne con ricotta, polenta con sugo di funghi, pasta fritta, biscotti salati, salsiccia alla brace, castagnaccio, montebianco e marmellata di castagne; cibi preparati secondo tradizionali e antiche ricette.
Io mi son preso un bel panino con la salsiccia (ottimo) ed un bicchierozzo di vino. Gli altri si sono armati di biscotti salati (speciali) e castagnaccio. Eccoci qui al tavolo, investiti da una gelida tramontana che passava attraverso qualsiasi indumento...

Per l'occasione vengono aperte anche le cantine, così decidiamo di andare a sorseggiare in giro qualche altro bicchiere di vino, capace solo in parte di scaldarci dal terribile freddo.


Io, intanto, mi impegno nel fare qualche foto al paese, visto che lo adoro e che nelle volte precedenti non sono mai riuscito ad immortalarlo..






Poi decidiamo di riprendere la strada di casa, visto che il freddo si fa sempre più insostenibile e la voglia di sentirsi protetti da quattro mura diventa davvero forte. Mi vien da ridere pensando alle espressioni di Simo una volta entrato in macchina...

Lungo il tragitto di ritorno ci esibiamo in prove canore dal risultato pessimo ma divertente e programmiamo la serata.

Intanto uno splendido tramonto accoglie il nostro rientro in città, ed io non posso far altro che recuperare la mia digitale per fotografare lo spettacolo che il mondo ogni giorno ci offre...


In serata ci raggiunge Ila, mangiamo insieme una pizza e ci diamo al cinema.
"Cinema" si fa per dire, visto che la pellicola in cui ci imbattiamo, "Dead silence", è tutto meno che arte cinematografica.
Sebbene la storia sia alquanto interessante, infatti, il film è a volte quasi ridicolo.
Solo Ila poteva coprirsi il viso per paura di vedere chissà che cosa!
Sconsigliato!


Finisce così una domenica da "comuni mortali". Bellissima.